San Siro si riempie di Beyoncé

Mi sento quasi fuori luogo nel recensire una performer come Beyoncé. Può piacere o non piacere, stupire o lasciare indifferenti, ma nessuno ne può negare il talento.

Beyoncé Knowles nasce a Houston, Texas, nel settembre 1981. Già! Ha solo 34 anni. «Ma come? – direte voi – sembra che ne abbia di più!». E, per quanto vorrei stare qui a difendere Mrs. Carter dalle molte accuse di progeria, posso capire. Attribuisco però questa percezione distorta della sua età all’effetto dominante dell’esperienza. I suoi vent’anni nell’industria musicale potrebbero trarre in inganno, in effetti.

Detto ciò, Beyoncé rocks!

Noi di Sounds GOOD abbiamo assistito al suo “Formation World Tour” il 18 luglio allo stadio San Siro di Milano e non ci sono parole per descrivere l’energia e il talento che spillavano dal palco.

Due ore o poco più di musica, voce, coreografie, interazioni con il pubblico e tante urla. La scaletta spazia dalle storiche hits “Crazy in Love” e “Halo” alle sue ultime canzoni, contenute nell’album “Lemonade” uscito ad aprile, come “Hold Up” e “Daddy Lessons”. Mancata all’appello “Single Ladies”, ma in pochi ne hanno sentito la mancanza. Pause solo per i cambi e un bolide di energia che si muove sul palco, lasciando, per così dire, le sue incolmabili impronte. Nonostante il successo e la fama delle coreografie, anche una Beyoncé ferma, statuaria a centro palco dà i brividi. Le luci e le riprese aiutano molto, ma la sua presenza on stage rimane innegabile.

Una fila interminabile nonostante i posti numerati e tanto caldo sono le note meno positive della giornata, ma ne è valsa la pena.

Hanno aperto la serata Sophie Beem, la rapper Ingrid e le sorelle Chloe X Halle. Curiosità: tutte loro hanno ottenuto un contratto discografico con Parkwood Entertainment, compagnia fondata da Beyoncé nel 2007. Per le sorelle, però, il tutto è accaduto grazie alla loro YouTube cover di “Pretty Hurts”. Coincidenza o destino? Non si sa, ma sicuramente i festeggiamenti sono dovuti.

In un susseguirsi di brani e medley, il concerto è risultato bilanciato e in equilibrio tra le vecchie e nuove fatiche discografiche della cantante di “Formation”. Il caldo se ne va e le orecchie si concentrano ancora di più sulla voce calda, potente e avvolgente della protagonista della serata. Tante luci tra il pubblico e, grazie all’evoluzione della tecnologia, gli accendini sono superati dai flash dei moltissimi smartphones presenti a San Siro e il rischio d’incendi diminuisce.

Che dire? Grandi emozioni e brividi continui. Beyoncé ha dimostrato ancora una volta di non essere solo un’icona pop da tabloid, ma una vera e propria forza della natura.

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