#SvegliatItalia… per davvero!

Eccoci,

il 2016 è iniziato da quasi un mese e i sipari dei teatri hanno ufficialmente ricominciato ad aprirsi. Tuttavia, come al solito, guardando le programmazioni generali, ci accorgiamo che, ancora una volta, certi “nomi” di certi spettacoli tornano e non lasciano spazio a nuove produzioni che potrebbero stupire il pubblico e lasciar sperare noi poveri artisti in un futuro in cui, in Italia, quando si pronuncia la parola “musical”, la gente non ti risponda con “Ah, tipo Grease?”.

Non fraintendiamo, Grease è certamente un musical, su questo ovviamente non c’è dubbio, e qui in Italia, soprattutto a Milano, è uno di quei titoli che non si stacca dalle programmazioni nemmeno se ci si mette a grattarlo via con gli artigli.

Alla gente piace, fa botteghino, “è divertente, “è la STORIA DEL MUSICAL, queste sono solo alcune delle frasi che ci si sente dire dalla gente dopo aver espresso il proprio disappunto sulla questione.

Non è che “alla gente piace”, è che allitaliano medio non piace il cambiamento.

L’innovazione, la novità, il tentativo di proporre qualcosa di nuovo, la maggior parte delle volte viene criticata aspramente dallo stesso pubblico che vanta di essere amante del teatro e del musical.

Nomi come il già citato Grease, definito il musical dei record (cosa che non so se prendere come un complimento o come un insulto) e “l’intramontabile” Notre Dame de Paris, mandano letteralmente il pubblico in brodo di giuggiole.

Io non capisco, perché andare a teatro a rivedere ancora e ancora uno spettacolo già visto e spendere fior di soldi per qualcosa che, per quanto sia di qualità (non è questo il luogo per discutere di questa parte della questione), non ha nulla di nuovo rispetto all’ultima volta che è andato in scena, nemmeno per quanto riguarda il cast.

Ecco, anche questo punto è da sottolineare. Notre Dame de Paris va in scena con il cast originale. Cioè, siamo seri? Con il cast originale? Non solo dovrei venire a vedere uno spettacolo che ho già visto (più di una volta), ma soprattutto lo dovrei venire a vedere con le stesse persone di 10 anni fa? Ma perché?

Nulla togliere ai singoli artisti, ci tengo a sottolinearlo. Le loro qualità e la loro bravura sono indiscussi e sono certa che faranno comunque bene il loro lavoro, ma come pensiamo di far crescere artisticamente questo paese se ancora una volta vanno in scena le stesse persone di dieci anni fa, negli stessi ruoli di dieci anni fa?

Esistono migliaia di “scuole di musical” in Italia, alcune più professionali di altre, e io non ci credo che da queste accademie non si formino artisti validi o comunque preparati per poter affrontare ruoli di questo tipo.

Se proprio non abbiamo il coraggio di cambiare musical, almeno cambiamo il cast (cosa che con Grease a Milano questa volta forse è stata fatta Almeno questo!).

A dicembre sono andata a vedere “Newsies” al Barclays Teatro Nazionale di Milano, uno spettacolo del quale è stata fatta una pubblicità incredibile, che conoscevo ma non avevo mai visto. L’ho trovato più che valido, non senza difetti né tantomeno perfetto, ma certamente degno di essere visto e applaudito.

Uno spettacolo come quello, a tre giorni dalla chiusura ufficiale della programmazione, aveva il teatro semi vuoto. La cosa mi ha sconvolto. Come può uno spettacolo così avere una platea semi vuota? Non capisco, cosa si deve fare in Italia perché uno spettacolo di successo, fatto comunque con gente brava, riesca a portare a casa una stagione decente?

Ora, non so se quello sia stato un caso e spero vivamente di sì, ma uno spettacolo come Newsies non deve avere il teatro vuoto perché merita di essere applaudito.

Un altro esempio è Next To Normal, che andrà in scena al Teatro della Luna dal 26 al 28 febbraio 2016 ANDATE A VEDERLO!

Sono solo 3 date e, nonostante il tour in tutta Italia, questo spettacolo ha sempre solo 2, massimo 3 date nello stesso posto.

Noi abbiamo visto lo spettacolo alla prima nazionale lo scorso anno e vi consigliamo vivamente di andare ad applaudire questo show, che sfida la concezione che molti italiani hanno sul genere musical.

Questo spettacolo, infatti, non è un Family Show, come nel caso di Newsies o della Bella e la Bestia, si tratta di uno spettacolo drammatico, che come genere ricorda Rent o Spring Awakening (altri due musical che lo spettatore medio italiano non andrebbe a vedere nemmeno se qualcuno gli sventolasse i biglietti sotto il naso), e che mette in scena tematiche e problemi gravi.

Una vera e propria storia da seguire, senza paillettes o lustrini, senza strane e luccicanti cornici piene di fronzoli. Qui, quel che regna, è la verità. La verità di parlare in modo non convenzionale di tematiche tabù, tematiche che fanno paura, tematiche che però, tuttavia, esistono e non possono più essere ignorate.

Questo articolo non vuole essere una critica o un insulto a tutti coloro che probabilmente hanno già comprato il biglietto per Grease o per Notre Dame de Paris. Vuole essere unincitazione a provare qualcosa di nuovo, vuole essere una spinta verso l’ignoto.

Perché non tutto quello che non si conosce è Satana. Non tutto quello che è oscuro è sbagliato. Perché quel famoso #svegliatitalia va ascoltato. E va applicato davvero in ogni ambito possibile. Perché finché resteremo chiusi nel nostro guscio di ignoranza, finché non proveremo sulla nostra pelle che diverso non è sbagliato e che musical non è necessariamente spettacolino leggero da salotto, allora questo paese non potrà mai progredire e adeguarsi a quelli che sono gli standard che il mondo intero si aspetta da noi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...